
Per il tessile circolare comincia la prova del mercato
Per anni l'economia circolare applicata al tessile ha avuto soprattutto un obiettivo: raccogliere separatamente gli abiti usati, aumentare il riuso, recuperare le fibre e ridurre il ricorso a nuove materie prime. Adesso quel modello comincia a tradursi in una filiera industriale vera e propria, fatta di regole, impianti, tecnologie e nuovi soggetti chiamati a organizzare e finanziare il fine vita dei prodotti.


Anche l’acqua si può usare più di una volta
Siamo abituati a pensare al ciclo dell’acqua come a un percorso lineare: l’acqua viene prelevata dall’ambiente, potabilizzata, utilizzata nelle case e nelle attività produttive, raccolta dalle fognature, depurata, infine restituita a fiumi e mari. Ma quel ciclo potrebbe diventare sempre meno lineare. L’acqua già utilizzata, opportunamente trattata, può diventare una risorsa da usare una seconda volta.


Dietro un cestino c’è una città da organizzare
È uno degli oggetti più semplici dello spazio pubblico. Lo troviamo sui marciapiedi, nelle piazze, davanti alle scuole e alle fermate degli autobus. Eppure decidere quanti cestini servono in una città e dove collocarli è meno banale di quanto possa sembrare.


Dire ‘sostenibile’ non basta più
‘Sostenibile’, ‘verde’, ‘ecologico’, ‘amico dell’ambiente’. Negli ultimi anni queste parole sono entrate nelle confezioni, nella pubblicità e nella comunicazione di migliaia di prodotti. Ma dal 27 settembre in Europa utilizzarle diventerà più difficile: entreranno infatti in applicazione le nuove norme europee che rafforzano la tutela dei consumatori contro il greenwashing.

