
Economia circolare e nuovi consumi: a Trasform[Azioni] il racconto di un’Italia che cambia
Al festival di Plures il confronto su economia circolare, innovazione e trasformazione del settore tessile. Dall'indagine dell'Istituto Piepoli emerge un'Italia più attenta a ridurre sprechi, riutilizzare risorse e cambiare modelli di consumo.
Nuove regole europee, economia circolare, innovazione e cambiamento dei consumi al centro di Trasform[Azioni], il festival promosso da Plures che ha riunito a Prato istituzioni, imprese e cittadini per discutere il futuro della sostenibilità e del riuso.
Tra gli interventi, la presentazione del sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli e illustrato dal presidente Livio Gigliuto, che fotografa un cambiamento nei comportamenti degli italiani: il 75% dichiara di aver modificato negli ultimi cinque anni le proprie abitudini di acquisto per ridurre sprechi e consumi inutili. Il 60% evita acquisti che ritiene poco utili, il 52% preferisce riparare un prodotto invece di sostituirlo e il 45% vende o regala ciò che non usa più. Tra i giovani tra i 18 e i 34 anni, l’acquisto di prodotti di seconda mano raggiunge il 39%.
«Questi dati mostrano che la trasformazione è già entrata nella vita quotidiana delle persone», ha sottolineato il presidente di Plures Lorenzo Perra. La sfida è fare in modo che a questo cambiamento dei comportamenti corrisponda una trasformazione altrettanto profonda dei sistemi industriali e dei servizi».
La scelta di Prato come sede di questa edizione del festival non è casuale. Il territorio rappresenta infatti uno dei principali laboratori italiani dell’economia circolare, con una lunga tradizione di rigenerazione tessile che oggi si confronta con le nuove sfide normative, tecnologiche e industriali. Durante la giornata si è parlato anche del ruolo strategico del Textile Hub e delle prospettive del settore tessile, al centro di un confronto che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle imprese.
«Prato ha una caratteristica particolare: qui la rigenerazione non è un concetto nato con la sostenibilità, ma una cultura industriale che appartiene alla storia del territorio», ha evidenziato Nicola Ciolini, vicepresidente di Plures. Oggi quella tradizione incontra nuove regole, nuove tecnologie e nuove infrastrutture. Il Textile Hub rappresenta un tassello importante di questa evoluzione».
Accanto ai dibattiti e agli incontri con esperti, imprese e rappresentanti delle istituzioni, il festival ha proposto laboratori e attività dedicate al riuso e alla creatività, coinvolgendo famiglie e bambini. Un’iniziativa che sintetizza il messaggio della manifestazione: “Ogni trasformazione inizia da una domanda”.